Il terremoto del 16 dicembre 1857 e la spedizione nel “Napoletano”

La sera del 16 dicembre 1857 tre scosse di terremoto interessarono il “Napoletano” e devastarono una vasta area della Basilicata e parte della Campania, colpendo l’attuale provincia di Potenza e la zona centro-orientale del salernitano. I danni più gravi interessarono la vallata dell’Agri e le zone più remote e isolate. Su un totale di 182 località colpite, più di 30 furono quasi rase al suolo. Il conto delle vittime fu impressionante. Secondo le stime ufficiali, 10.939 persero la vita, delle quali 9.732 nel potentino e 1.207 nel salernitano.
La mancanza di vie di comunicazione, il danneggiamento del sistema di comunicazione a distanza (all’epoca basato sul telegrafo elettrico), rallentarono l’arrivo dei soccorsi e il calcolo dei danni subìti. Solamente dopo tre mesi, si riuscì ad arrivare a una prima stima ufficiale. Le notizie sul sisma furono raccolte localmente dagli intendenti (rappresentanti locali del re), arrivarono a Napoli lentamente e furono pubblicate dal “Giornale del Regno delle Due Sicilie”.
Attraverso i giornali inglesi, Robert Mallet venne a conoscenza del terremoto e chiese alla Royal Society di Londra un finanziamento per organizzare una spedizione scientifica nelle aree colpite. Egli credeva che attraverso l’osservazione delle caratteristiche naturali del territorio colpito e dei segni fisici lasciati dal terremoto e l’analisi dell’azione meccanica dell’onda tellurica sui vari corpi solidi interessati dalla scossa, sarebbe stato possibile risalire alla posizione (in superficie e in profondità) della sorgente sismica e determinare l’epicentro dei terremoti.
Il terremoto nel “Napoletano” rappresentò una rara e attesa opportunità per dimostrare come i principi scientifici – elaborati nell’arco di quindici anni – potevano essere messi in pratica sul campo. Grazie alla concessione di una sovvenzione di 150 sterline, il 27 gennaio 1858, Mallet - munito di numerose lettere di presentazione e raccomandazione forniteli da personalità nobiliari e scientifiche londinesi - poté partire dall’Inghilterra per compiere la sua spedizione.
