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Il terremoto del 23 novembre 1980
e la nascita della Protezione Civile Nazionale

Il terremoto del 23 novembre 1980, tra Irpinia e Basilicata

Il terremoto del 23 novembre 1980 colpì una vasta area della Campania e della Basilicata, e toccò marginalmente la Puglia. Il sisma, di magnitudo 6.9, interessò complessivamente 688 comuni provocando la distruzione di case, fabbricati e interi centri storici, molti dei quali persero l’intero patrimonio abitativo: quindici paesi vennero quasi completamente distrutti. I danni furono ingenti: 2.734 vittime, circa 9.000 feriti e 280.000 sfollati.

Il crollo delle infrastrutture e l’interruzione delle linee telefoniche, elettriche e ferroviarie, isolarono molte aree interne, aggravando l’emergenza. L’Italia si mostrò impreparata: la rete sismica era in fase di installazione e scarsamente diffusa sul territorio, le comunicazioni si rivelarono inefficienti e mancava un coordinamento unico dei soccorsi. Volontari e aiuti partirono spontaneamente, ma spesso senza organizzazione.

In questo momento di crisi, i radioamatori svolsero un ruolo centrale: organizzarono reti mobili d’emergenza, collegarono comuni isolati, ospedali, prefetture e centri soccorso, trasmettendo richieste di aiuto, elenchi di dispersi e coordinando l’arrivo di mezzi e volontari. La stampa raccontò fin da subito il caos dei soccorsi e l’incertezza sul numero delle vittime. In un celebre messaggio televisivo del 26 novembre, il Presidente Sandro Pertini denunciò i ritardi e le gravi mancanze nell’azione dello Stato.

Dopo il caos dei primi giorni, il Governo nominò il Commissario straordinario, Giuseppe Zamberletti, che riuscì a riorganizzare i soccorsi e a dialogare con i territori colpiti. Il terremoto rappresentò per l’Italia l’inizio di una nuova fase storica in materia di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze: nel 1982 fu istituito il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale.

Ritratto di Sandro Pertini

“Qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutti gli italiani e le italiane devono sentirsi mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli colpiti da questa sciagura. Perché credetemi il modo migliore per ricordare i morti è quello di pensare ai vivi”.

Sandro Pertini, 26 novembre 1980


Una donna recupera degli oggetti dai resti dell’abitazione Foto di Rosario Genovese, tratta dal libro di Vittorio Sabìa
Una donna recupera degli oggetti dai resti dell’abitazione. Foto di Rosario Genovese, tratta dal libro di Vittorio Sabìa “Basilicata 80, 23 novembre, i giorni dopo”, La Buona Stampa, Ercolano, 1981
Monte Pierfaone (PZ), Esercitazione del Corpo Emergenza Radioamatori (CER) Fonte: Archivio “Maurizio Leggeri” CGIAM
Monte Pierfaone (PZ), Esercitazione del Corpo Emergenza Radioamatori (CER) Fonte: Archivio “Maurizio Leggeri” CGIAM