Il CGIAM e gli studi post-sisma
Dalla nascita della prima rete sismometrica in Basilicata all’Osservatorio Sismico Urbano di Potenza
Il terremoto del 1980 mise in risalto la fragilità del sistema di monitoraggio sismico in Basilicata: mancava una stazione di rilevamento e il territorio non era inserito nella rete sismica nazionale. A partire dall’epoca post-sisma e fino ai giorni nostri, il Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM) ha fornito un contributo notevole agli studi sui terremoti e all’avanzamento delle metodologie e delle tecniche di monitoraggio del territorio lucano.
Sotto la guida di Maurizio Leggeri ha proposto la ri-classificazione delle aree sismiche e realizzato - grazie alla collaborazione con l’allora Istituto Nazionale di Geofisica (oggi INGV) - la prima rete sismometrica della regione che rappresentò una novità assoluta e restò attiva per nove anni, dal 1990 fino al 1999.
A partire dal 2024, il Centro ha avviato il progetto di ri-attualizzazione e adeguamento tecnologico della rete e lavora quotidianamente per la creazione dell’Osservatorio Sismico Urbano di Potenza (OSU-PZ), un’iniziativa pionieristica nel panorama italiano.
Grazie al progetto, il capoluogo di regione, situato in una delle aree a maggiore rischio sismico dell’Appennino meridionale, è una delle pochissime realtà italiane a dotarsi di un osservatorio sismico, assieme a Catania, Campi Flegrei, Messina e Reggio Calabria.
L’installazione di una rete di sensori in ambito urbano consentirà di monitorare i terremoti in tempo reale. I dati rilevati permetteranno a progettisti, enti e istituzioni di conoscere le zone più vulnerabili, pianificare interventi di mitigazione specifici e sensibilizzare la popolazione rispetto al rischio sismico.
L’Osservatorio consentirà di comprendere meglio “come vibra la città” contribuendo alla sicurezza delle infrastrutture e della popolazione.

“Ho da sempre cercato di spiegarmi perché questa terra ballerina, distogliendoci dai giochi e dalla spensieratezza, spesso ci portava alla cruda realtà […] viviamo in una delle zone storicamente più sismiche d’Italia […] ho cercato, nei limiti delle mie possibilità di approfondire al massimo le conoscenze su un problema che è vecchio quanto il mondo: quello del terremoto”.
Maurizio Leggeri

