Skip to main content

Il contesto sociale, gli aiuti alla popolazione e la fase di ricostruzione

Fotografia stereoscopica di Alphonse Bernoud che ritrae Montemurro dopo il terremoto del 1857

Per venire in aiuto alle popolazioni, l’Intendente della Basilicata, Achille Rosica, nominò una commissione centrale e altre municipali (costituite da parroco e sindaco) per organizzare gli interventi sul campo, fornire viveri alle comunità colpite e provvedere al disseppellimento dei morti.

I cadaveri rimasero a lungo sotto le macerie oppure vennero sotterrati “a fior di terra”, usurpati dai maiali e dagli animali selvatici come Roller racconta a proposito di Saponara (oggi Grumento Nova) dove i preti giocavano a carte in mezzo al lezzo dei cadaveri.

Le condizioni di vita della popolazione, già provata dal terremoto, si esasperarono ulteriormente. I miasmi dei cadaveri risalivano dai cumuli di detriti, l’arrivo delle piogge causò la diffusione di febbri infettive e malaria, i vandali arrivarono dai paesi vicini per saccheggiare le abitazioni. Aldilà dei provvedimenti e dei proclami, i comuni e la popolazione vissero un momento di insicurezza anche dal punto di vista economico.

I fondi provinciali messi a disposizione erano perlopiù sguarniti di denaro, i comuni danneggiati furono autorizzati ad attingere alle casse di quelli limitrofi che non avevano subito danni oppure a chiedere prestiti ai ricchi feudatari.

Tra le attività di beneficenza è storicamente documentata quella portata avanti da Roller e Major i quali raccolsero gli aiuti dai commercianti salernitani e inglesi per distribuirli alla popolazione ma subirono persecuzioni sia private e sia politiche. I due furono autori di una delle poche iniziative intraprese per risollevare l’economia locale e cioè la costruzione di una fabbrica di mattoni a Saponara.

A un anno dal sisma, tornati nei paesi terremotati, si accorsero che nulla era cambiato e che alle opere di beneficenza da loro avviate nulla era stato aggiunto. I proprietari delle case crollate continuavano a pagare le tasse al fisco e furono costretti a vendere quel poco che gli era rimasto.


Altri articoli sul tema